Sharing is caring: la condivisione è la nuova frontiera della mobilità

Febbraio 25, 2022

La mobilità oggi cambia marcia e si orienta verso i servizi di sharing, nonostante in molti settori la condivisione sembrerebbe aver perso un po’ di smalto a causa del distanziamento e di tutti i provvedimenti messi in campo per arginare la pandemia.  

COME CAMBIA L’UTILIZZO DELL’AUTO?

Probabilmente già lo sai, ma a noi piace ribadirlo!
Un utilizzo ridotto dell’auto porta ad un risparmio economico e ad un abbassamento delle emissioni di CO2
, tutti elementi che gli italiani sembrano apprezzare sempre di più, che decidono, così, di orientarsi verso un utilizzo responsabile delle auto.
In questo nuovo scenario lo smart working è l’elemento che più di tutti ha influito sugli spostamenti, che oggi spesso si riducono al fine settimana o poco più, lasciando di fatto l’auto inutilizzata per molto tempo.

Sorge allora spontanea una domanda: ha ancora senso acquistare un’auto di proprietà? I Millennials sembrano essere sempre più distanti dal rispondere affermativamente, reputando ormai superata l’idea di possesso a favore di soluzioni più sostenibili nel costo e nelle emissioni.
Fa così breccia nei cuori di molti la sharing mobility, un nuovo modello che privilegia l’accesso temporaneo ai servizi di mobilità piuttosto che l’uso di un proprio mezzo, all’interno del quale si ricava uno spazio importante il tema del noleggio. Ma prima del noleggio, facciamo un passo indietro e vediamo assieme qualche dato.

Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, sono oltre 5 milioni e mezzo, in 49 città italiane, gli iscritti ai servizi di condivisione dell’auto e quasi 90.000 i veicoli in condivisione disponibili, con Milano che si conferma la regina della mobilità condivisa. Forte crescita anche per Roma che si posiziona al secondo posto e più in generale il trend italiano si attesta tra i migliori in Europa.
Una crescita esponenziale per la flotta di sharing mobility, composta da auto, bici, moto e monopattini, che dal 2015 al 2020 è aumentata del 500%!

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI CAR SHARING

Ma se parliamo di car sharing, sei abbastanza sul pezzo? Se non fosse così ti rinfreschiamo la memoria: se parli di car sharing parli di auto in condivisione con altri utenti come te.
Ma hai mai ragionato sui benefici non solo per la società ma anche per chi ne usufruisce in prima persona? Fra tutti sicuramente la diminuzione del traffico nelle città, la riduzione della domanda di parcheggi e il miglioramento della qualità dell’aria.

Sui vantaggi ora sei preparat*, però scommettiamo che sulla differenza delle tipologie di car sharing vacilli un po’. Vero?

Il panorama dell’offerta di car sharing si compone di:

  • servizi station-based, basati su stazioni fisse di prelievo e riconsegna del veicolo;
  • servizi peer-to-peer, attraverso la condivisione di veicoli privati;
  • servizi free floating, dove le automobili vengono prenotate tramite app e parcheggiate liberamente all’interno dell’area di esercizio.

Dall’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility emerge che nel 2020 c’è stato un incremento della durata e della percorrenza sia per i servizi di free-floating, con una media di 40 minuti e 8,4 km, sia per quelli station-based con 213 minuti e 25,8 km di media.

Un’altra importante differenza tra car sharing è la tipologia di tariffe, alcune compagnie hanno la tariffa al km, altre al minuto. La prima molto più conveniente se ti trovi nel traffico di Roma o Milano e per di più nell’ora di punta!

MA COS’È IL CAR SHARING PEER TO PEER?

Il car sharing Peer to Peer prevede la condivisione dell’auto tra privati. Che cosa significa? Che il servizio ti consente di prendere in prestito, a fronte di un pagamento, un’auto posseduta da terzi quando questi non hanno la necessità di utilizzare il veicolo. Tutto ciò è reso possibile da servizi di sharing che mettono in contatto i proprietari di auto con possibili utilizzatori e consentono di regolamentarne l’utilizzo, oltre che garantire le adeguate coperture assicurative.

Questo nuovo servizio si sta diffondendo maggiormente in aree urbane con sistemi di trasporto pubblico inadeguati e si sostiene grazie ai feedback e ai meccanismi di rating degli utenti, creando così una rete di persone di fiducia, unite dalle stesse esigenze o in grado di soddisfare chi la domanda chi l’offerta.

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PERCHÈ IL PEER TO PEER PUÓ ESSERE LA SVOLTA

Il Peer to Peer ti permette di ridurre i costi legati alla gestione dell’auto, condividendola nei momenti in cui a te non serve!
Se ad esempio sei in smart working, possiedi un’auto ma la lasci ferma per diversi giorni al mese, il Peer to Peer è la soluzione che fa al caso tuo! Mica male!
Il bello del car sharing Peer to Peer, inoltre, è che puoi scegliere tu con chi condividerla, creando la tua community di fiducia.

 

Ma non è finita qui!
La soluzione Peer to Peer è perfetta anche per te che hai bisogno dell’auto solo per qualche weekend o brevi tragitti durante la settimana, oppure non vuoi acquistarla perché preferisci contribuire al benessere della comunità e favorire la sharing economy.

Insomma, sia che tu sia proprietario di un’auto o che tu la voglia utilizzare da driver, questa soluzione è sicuramente molto interessante all’interno del panorama della sharing mobility.
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Ah ci stavamo dimenticando, ma tu cosa ne pensi del car sharing?Metteresti a disposizione la tua auto ad una cerchia di amici?
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